Coliandro S1E1 - Alla ricerca di Psycho - Via Stalingrado
Dopo il buco nell'acqua al Livello 57, a causa del comportamento maldestro di Coliandro, i due continuano la ricerca di Psycho, per rendergli i soldi e capire cosa c'è dietro il misterioso ritrovamento di Nikita/Nicole Grimaudo.
Li ritroviamo subito dopo in questa inquadratura, in quella che a Bologna è conosciuta come "Zona Fiera". Immagino che i due siano usciti dal centro sociale, e abbiano camminato a lungo, attraversando il Ponte di Stalingrado e continuando a discutere fino a qui.
Vediamo che dietro di loro c'è quella che per me è "Porta Unipol", un sottopasso sovrastato da una delle sedi di Unipol in città, proprio accanto all'entrata della Fiera e ai palazzi della Regione Emilia Romagna, della Cna e della Legacoop.
Questo quartiere, al tempo stesso "periferico" e subito fuori dal centro città, è testimone del cambiamento di Bologna, di un cambiamento politico e sociale che ha coinvolto la città negli ultimi 50 anni.
La sede di Unipol infatti è un sotto passaggio per automobili che a lunto è restato solo un ponte su cui non passava nulla. Ci si passava sotto con l'auto senza capire bene a cosa servisse. Così si presentava intorno al 2001-2002. Poi si è visto apparire, pezzo dopo pezzo, la sede attuale di uffici Unipol costruiti sopra questo sottopasso accanto all'entrata della Fiera. Il progetto originale era quello di interrare questo tratto di Via Stalingrado, e ricoprirlo con un parco intorno ai nuovi uffici Unipol. Poi, penso per mancanza di fondi, si è deciso di lasciare la via com'è e sopraelevare gli uffici dell'assicurazione.
Non è la stessa cosa, e si vede. Ma sembra quasi che la città lo senta. Alla base di questa costruzione (che vedremo in altri episodi di Coliandro, nelle stagioni successive), ci sono spazi per diversi ristoranti. Negli anni sono tantissimi quelli che si sono alternati in questi spazi, senza che mai uno riuscisse a intallarsi durabilmente. Anche grosse catene nazionali ci hanno provato, ma senza successo. E' come se questo luogo non piacesse...
D'altra parte si vede il contrasto tra questa costruzione e il resto del quartiere fieristico. Quello fu progettato negli anni '70 dall'architetto Kenzo Tange, secondo criteri razionali e inserendolo in un'idea di città che andava al di là di esso. Erano gli anni in cui la città era governata dal Partito Comunista Italiano e in cui la partecipazione alla vita pubblica faceva parte della vita quotidiana dei lavoratori e delle lavoratrici bolognesi (un bel documentario, ormai introvabile ne parla bene). Il quartiere, in cui trovano le sedi le principali organizzazioni economiche, era pensato sul modello di Parigi (come dice Guccini "Bologna.. per me Parigi in minore"), organizzato per non contrastare con lo sviluppo del resto della città, ma per inserirvisi. Il contrario di quanto avvenuto con "Porta Unipol", che risponde invece a ristrettezze immediate e a richieste a cui non si può rispondere no da parte del gruppo assicurativo.
Dopo che Nikita/ Nicole Grimaudo fugge su una moto con un amico, Coliandro si consola con una piadina con porchetta in uno stand lì vicino. Come molte altre volte, quello stand esisteva davvero nel 2003. Era un camion con dietro un intero negozio pieno di formaggi e affettati per mangiare piadine e altri piatti ad ogni momento.
Era parte della vita notturna di Bologna, ed è entrato nella vita di molti. Quando si tornava a casa a notte fonda, molti si fermavano a fare uno "spuntino" veloce. Veloce ma tutt'altro che leggero e non certo conciliante il sonno visto cosa si mangiava. Lo stand era in un punto centrale: su via Stalingrado, all'incrocio con Via della Liberazione. All'epoca, L'Estragon (allora ancora "officina"), si trovava ancora in Via Calzoni, e questo posto era quindi strategico per chi tornava verso il centro. All'epoca era aperto quasi tutti i giorni: Mercoledì ska con Mingo dj, Giovedì aperto (ma non ricordo con che serata), Venerdì rock con Scandella dj, Sabato serata con il concerto e la serata dj. Insomma ogni sera c'era qualcosa. E gli studenti universitari, senza macchina né motorino, percorrevano via Stalingrado avanti e indietro per andarci. Quanto si sono fermati allo stand della piadina romagnola?
Sullo sfondo si vede una delle sedi del Mercatone Uno, una catena bolognese di oggettistica varia, purtroppo oggi fallita. Dopo i successi degli anni '80, non ha saputo specializzarsi. Ma riguardo ad essa c'è un aneddoto che parla della Bologna di cui andiamo più fieri. Secondo quanto emerso in alcuni processi, quando la mafia cercò di installarsi a Bologna negli anni '80, mandò due sgherri a chiedere il pizzo al Mercatone Uno. Il proprietario neanche capì di cosa si trattasse e li liquidò in malo modo. Che differenza con la Bologna di oggi, infiltrata ovunque dalla Ndrangheta e da altre mafie.


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